martedì 17 maggio 2011

LOURDES IL VIAGGIO DELLA SPERANZA segue

Quando si arriva a Lourdes per la prima volta, l'impressione immediata è quella di essere capitati in un grande centro vendita di oggetti sacri, immagini, statuette, candele, i negozi si susseguono e le vetrine sono solo quelle.
L'atmosfera di Lourdes, quella vera, la si trova oltre il grande cancello che delimita lo spazio delle grandi basiliche e e delle case di accoglienza per i malati. Quando si entra in questo enorme spazio verde attraversato dal Fiume Gave, solo allora si respira l'aria di Lourdes.
Anche per me la prima volta è stata abbastanza traumatica, venivo da un lunghissimo viaggio in pulman, pioveva ed era freddo.  Accoglienza quindi non delle migliori, ma subito ho sentito qualcosa di speciale, un  richiamo, che mi attirava verso il grande cancello spalancato e verso la Basilica sotterranea di San Pio X dove erano raccolti i malati per la benedizione.
La vista dall'alto di tutte queste carrozzelle blu allineate, la vista soprattutto dei bambini in prima fila è stata una di quelle esperienze che in un attimo cambiano la vita e la visione della vita a chiunque. Io da credente e praticante non pensavo di ricevere una simile indelebile traccia da questa vista. Sono passati anni e ancora continuo a recarmi a Lourdes ogni anno, qualche volta, se capita anche due volte.
Non mi sono mai fatta condizonare dalle esteriorità che possono influenzare negativamente, quello che i negozi vendono non mi interessa. Quello che cerco e trovo sempre è il raccoglimento e l'atmosfera di pace che solo davanti alla grotta della Madonna si sente, e ogni volta ne faccio tesoro per avere pace.
Ho chiamato questo viaggio il viaggio della speranza, proprio per quello che ognuno di noi cerca, speranza sia materiale, per il male che vuole chiedere di guarire, sia per la pace dell'anima che spesso deve e vuole guarire ferite che dolgono e bruciano più di ferite vere
I volontari che lavorano per aiutare i malati e i bisognosi di cure e di aiuto sono certamente le persone più ammirevoli che si incontrano in questo luogo, unico al mondo, di dolore e di speranza.
I volontari sono ovunque, sempre pronti a soccorrere, ad aiutare, a cercare di far ridere un bambino o a porgere la coperta o la borraccia di acqua ad un ammalato
L'acqua della fonte benedetta, che da quasi due secoli ormai sta sgorgando senza mai esaurirsi, è l'altra risorsa di solievo.
Il bagno a Lourdes è una delle esperienze che non si può non fare. L'acqua è fredda, arriva dalla sorgente ed è sempre a circa 12 gradi, ma l'immergersi nelle piscine dà una sensazione indescrivibile di leggerezza, come se dentro l'acqua si fossero lasciati tutti i problemi, i mali, i dispiaceri, e se ne esce come liberati da tutti i gravami del mondo
Da Lourdes sono appena tornata, ma con lo spirito sono ancora alla grotta e almeno due volte al giorno, non solo con o spirito. Il collegamentto con il sito Internet della Basilica che funziona da forse due anni è un modo per farmi sentire sempre là alla grotta, tutte le sere alle sei per il Rosario in italiano, sempre più affollato e seguito. Pure un canale della TV segue Lordes in diretta, ma io non lo ricevo, mi servo del pc ed è una gran bella cosa.



Così continua il mio viaggio della speranza, speranza di pace e anche di forza e salute per poter ancora ripartire appena possibile.
Quando ci si trova a Lourdes, tutte le fatiche svaniscono, con la processione delle fiaccole che con i suoi lumi sembra accendere tutte le speranze, ci si concentra in quella lunga scia luminosa che non ha mai fine.
Prima di rientrare in albergo, la sosta è alle fontane, per bere e lavarsi gli occhi un'ultima volta e seguire quella che è stata una raccomandazone della Madonna " andate alla fonte e lavatevi " e questo è quello che tutti fanno.

1 commento:

  1. Anch'io sono stato a Lourdes ed è proprio come la descrivi. Spero di tornarvi presto per respirare quell'atmosfera di pace e serenità ormai rimasta in pochi luoghi sulla terra.

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